DIRITTO ALLE CURE E STATO DI DIRITTO (Intervista Esclusiva)

Intervista a due professionisti in prima linea: la Dott.ssa Erminia Maria Ferrari medico di medicina generale che pratica le terapie domiciliari precoci e all’Avv. Francesca Ceccatelli. Entrambi collaborano anche con l’associazione “La Genesi”.
 
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FONTI:
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7 thoughts on “DIRITTO ALLE CURE E STATO DI DIRITTO (Intervista Esclusiva)

  1. GREEN PASS: FINIREMO COME LA CINA?Un lettore di questo blog mi scrive….Ormai e appurato che il vaccino non protegge le altre persone tant’è vero che i sostenitori del siero miracoloso continuano a tenere la mascherina come prima, per quelli che amano tanto la democrazia è che puntano il dito contro il professore inoltro un esempio di quello che sta succedendo in Cina, inoltre ricordo a questi Signori che si professano dispensatori di consigli e tanto amanti della Democrazia che A fronte del regolamento e dello Statuto dell’Unione Europea vieta la discriminazione tra coloro che non hanno aderito alla somministrazione del vaccino e che  godono degli stessi diritti Civili e politici di coloro che  l’hanno ricevuto, quindi le stesse persone hanno  il diritto di ingresso all’interno di qualsiasi locale

    Liu Hu è un giornalista cinese. Come tutti i suoi concittadini, non può muoversi senza il suo codice QR. Da diversi anni questo dispositivo è indispensabile per fare la spesa, recarsi in ufficio, andare al ristorante, al cinema, muoversi in città, viaggiare…

    Nel 2017 Liu Hu ha esagerato: in un articolo ha denunciato la corruzione all’interno del governo. Questo gli è costato una condanna e una multa.

    Ma non è tutto.

    Poco dopo, improvvisamente si è reso conto di non essere più in grado di comprare un biglietto aereo. Il sistema l’ha appena rifiutato. Idem per i biglietti del treno.
    Poi ha scoperto di non essere in grado di ottenere un prestito da nessuna banca, e addirittura vietato l’acquisto di proprietà.

    Ad altri come lui, per essersi espressi un po’ troppo sui social, gli è stato impedito di affittare, di occupare particolari posti di lavoro. Hanno anche visto i loro conti bancari congelati.
    A volte è vietato loro partecipare a manifestazioni o assemblee. E siccome è impossibile accedere ad alcune arterie senza presentare il proprio codice QR, verrebbero subito avvistati e pesantemente sanzionati.

    Ma tanto da noi non si può immaginare nemmeno per un secondo che una cosa del genere sia possibile… adesso… tanto è solo un green pass per andare al cinema
     
    (lettera firmata)

    Da Wikipedia:
    Liu Hu è nato e cresciuto nel distretto di Yubei a Chongqing .
    A metà del 2013, durante la campagna anti-corruzione del Partito Comunista Cinese , Liu Hu ha accusato Ma Zhengqi (马正其;馬正其) di corruzione nei rapporti con il vero nome.  Il 23 agosto 2013, Liu Hu è stato detenuto dalla polizia di Pechino per diffamazione , quindi è stato trattenuto nel centro di detenzione di Pechino.  Il 3 agosto 2014, Liu Hu era in attesa dell’esito del suo appello. 
    Liu alla fine ha perso la causa ed è stato costretto a pubblicare delle scuse e a pagare una multa. Tuttavia, ha rifiutato di pagare un’ulteriore multa imposta dal tribunale. Dopo questo caso, la posizione di Liu nel sistema di credito sociale cinese è stata danneggiata ed è stato effettivamente confinato nella sua residenza a Chongqing . I suoi account sui social media sono stati chiusi e la sua possibilità di acquistare i biglietti del treno è stata legalmente limitata.
    https://www.sabinopaciolla.com/green-pass-finiremo-come-in-cina/
    ————————–

    GREEN PASS: ECCO LA CINA! E’ QUESTO IL MODELLO SOCIALE CHE VOGLIAMO PER L’ITALIA?Molti oggi sono contenti del green pass non rendendosi conto della gabbia in cui ci stiamo mettendo. Il sistema del green pass riflette in parte quello del Social Credit System o Sistema di Valutazione Sociale introdotto dal regime cinese nella sua nazione. Ve lo presento perché ci si renda conto del percorso su cui ci stiamo incamminando. A tal proposito rilancio un articolo di Emma Cavallari, pubblicato su Sicurezza.net. Nella parte finale dell’articolo, l’autrice dell’articolo accenna alla popolarità del Social Credit System in Cina, nelle municipalità in cui è stato implementato, visto che i sondaggi riportano un gradimento dell’80%. Non sarei così sicuro di sondaggi che avvengono in un brutale regime comunista. 
    Nasce in Cina il Social Credit System o sistema di valutazione sociale che assegna ai cittadini un punteggio attraverso la valutazione del loro comportamento.
    Il Social Credit System o Sistema di Valutazione Sociale
    Da qualche anno a questa parte, in Cina, il governo sta sperimentando un sistema di controllo sociale: il Social Credit System.
    Questo sistema monitora cittadini, enti e imprese attraverso un complesso sistema di controllo e valutazione con premi o sanzioni in base al comportamento del cittadini.
    Si tratta di una profilazione di massa senza precedenti, ma che piace ai cittadini cinesi.
    Il Social Credit System è stato introdotto per:
    “permettere a coloro che sono degni di fiducia di vagare dappertutto sotto il cielo aperto mentre rendere difficile agli screditati fare anche un solo passo”.
    Nasce nel 2007, iniziato in moltissime città della Cina nel 2014, l’anno scorso ha raggiunto tutta la nazione.
    Il piano della Cina è regolare il business e il comportamento dei cittadini con schemi incentivanti.
    Per il legislatore cinese, il sistema potrà consentire di organizzare una grande e difficile mole di informazioni relative a pagamenti, comportamenti, sanzioni e molto altro.
    Questa mole di informazioni servirà poi per valutare i soggetti e per implementare gli effetti di questa valutazione.
    L’aspettativa del governo: un sistema che si auto-alimenta
    Cittadini, aziende ed enti che collaborano per segnalare i soggetti che non rispettano i meccanismi e che segnalare quelli che si impegnano per migliorare il proprio rating score.
    Le aree del Social Credit System
    Il Social Credit System ha quattro aree fondamentali del sistema:
    • onestà negli affari di governo
    •  integrità commerciale
    •  integrità sociale
    • incremento della credibilità giudiziaria
    Il punteggio dei cittadini
    Chi va nella Blacklist? Gli autori di reati individuati da organismi di regolamentazione e controllo.
    Chi dà i punteggi? Alcune città pilota assegnano o rimuovono punti per il comportamento.
    I punteggi dei dati sul credito sociale possono provenire da:
    • sentenza del tribunale
    • registri delle agenzie governative
    • osservatori cittadini
    • record aziendali
    Il Social Credit System può essere danneggiato da:
    • inadempienze su prestiti, tasse
    • vendita di prodotti difettosi
    • violazioni del codice stradale
    I premi del Social Credit System: cosa si può ottenere?
    • facilità nell’ottenimento di prestiti bancari
    • visite mediche gratuite
    • sconti sul riscaldamento e acqua gratis
    Nel dicembre 2018, l’aeroporto di Shenzhen ha introdotto una procedura di accesso ai controlli di sicurezza semplificata per i cittadini con un elevato Social Credit, sottoponendo a controlli più approfonditi gli altri utenti dello scalo.
    Con un cattivo credito sociale, viene limitato l’accesso ai biglietti del treno o dell’aereo.
Immaginate di provare a prenotare un viaggio in treno e sentirvi rispondere che non avendo pagato due bollette non avete i privilegi necessari per acquistare quel biglietto.
    Il Credit Score di aziende e enti locali
    Nel punteggio di aziende e enti locali possono essere presi in considerazione diversi elementi, tra cui :
l’attenzione all’ambiente, la regolarità nei pagamenti, l’attenzione al sociale eccetera..
    • A un rating positivo corrispondono agevolazioni ai finanziamenti.
    • A un rating negativo corrispondono preclusioni all’accesso a bandi governativi, maggiori controlli o difficoltà ad accedere al credito.
    Il Social Credit System premia quindi il cliente “degno di fiducia” chiedendo minori garanzie e offrendo altri benefit.
    Social Credit System: big data e profilazione di massa
    La mole di dati connessi è enorme e il governo è ben cosciente che il successo del Social Credit System dipende dall’implementazione di una complessa infrastruttura di reti di dati.
    Per questo le amministrazioni cinesi stanno orchestrando un’imponente attività di cooperazione e condivisione delle informazioni.
    La condivisione coinvolge dogane, autorità ferroviarie, compagnie aeree, istituti di credito e via discorrendo, con il fine di mettere nel Social Credit System questa rete di big data.
    E la privacy?
    Come si concilia questa attività con la normativa privacy del paese?
    In Cina è entrata in vigore il primo maggio scorso la normativa GB/T 35273-2017 (Personal Information Security Specification), che ricalca in molta parte la disciplina GDPR europea (a partire dalla vicina data di entrata in vigore).
    Nonostante ciò la stessa normativa costituisce un semplice standard facoltativo lasciando libero il governo di raccogliere dati personali in modo e misura che determina in completa autonomia.
    L’entusiasmo della popolazione cinese
    Se guardiamo alla popolarità del Social Credit System in Cina, nelle municipalità in cui è stato implementato, i sondaggi riportano un gradimento dell’80%. Alcune municipalità, da quanto è stato implementato il sistema di Social Credit, riportano addirittura una grande diminuzione di ritardo dei pagamenti di debiti.
    Tutti questi risultati e l’entusiasmo della popolazione sono un segnale importante del fatto che sentiremo ancora parlare a lungo di questo progetto, su cui la Cina sta investendo con convinzione.
    https://www.sabinopaciolla.com/green-pass-ecco-la-cina-e-questo-il-modello-sociale-che-vogliamo-per-litalia/

  2. BUFERA ALLA FDA: DUE ALTI DIRIGENTI RESPONSABILI DEI VACCINI SI DIMETTONO,NEL MENTRE L’AGENZIA DEVE AFFRONTARE LA DECISIONE SUI RICHIAMI …Due alti dirigenti della Food and Drug Administration (FDA) degli Stati Uniti che si occupano di vaccini si stanno dimettendo. Si tratta della dottoressa Marion Gruber, direttore dell’ufficio vaccini della FDA, da 32 anni all’agenzia, che andrà in pensione il 31 ottobre, e del suo vice, il dottor Philip Krause, che invece lascerà a novembre, secondo una e-mail che il dottor Peter Marks, il massimo regolatore dei vaccini dell’agenzia, ha inviato ai membri dello staff martedì mattina.
    La Food and Drug Administration è l’ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici, dipendente dal Dipartimento della salute e dei servizi umani degli Stati Uniti d’America. E’ l’equivalente della EMA europea.
    La lettera non menziona il motivo per cui Gruber e Krause se ne stanno andando, ma molti temono che il livello di fiducia nei confronti della FDA riguardo alla gestione dei vaccini possa avere un contraccolpo. 
    L’ex capo scienziato ad interim della FDA Luciana Borio ha aggiunto su Twitter: “La FDA sta perdendo due giganti che ci hanno aiutato a portarci molti vaccini sicuri ed efficaci in decenni di servizio pubblico”.
    “Questi due sono i leader per la revisione biologica (del vaccino) negli Stati Uniti. Hanno una grande squadra, ma questi due sono i veri leader del CBER. Un’enorme perdita globale se entrambi se ne andranno”, ha scritto l’ex direttore di BARDA Rick Bright, valutando la notizia. “La dott.ssa Gruber è molto più di un Direttore. Lei è un leader globale. Mente visionaria dietro la scienza regolatoria clinica globale per influenza, Ebola, Mers, Zika, Sars-cov-2 e molti altri.”
    Biden non ha ancora nominato un candidato per il posto del dimissionario, che ora è guidato ad interim dalla dott.ssa Janet Woodcock, da lungo tempo dirigente senior presso la FDA.

    Il presidente Biden mostra il suo rosario Credit: The White House/YouTube
    “A seguito dell’annuncio odierno che Marion e Phil hanno deciso di ritirarsi, volevo ricontattarvi per ribadire il mio pieno sostegno e completa fiducia nella vostra capacità di continuare a rispettare il mandato dell’agenzia di fornire vaccini sicuri, efficaci e di alta qualità al popolo americano. “, ha detto Woodcock in un’e-mail separata al personale inviata alla CNN. Una lettera tesa a tira su il morale degli altri componenti della squadra.
    Ma quale la ragione delle dimissioni? Varie fonti riportano alla questione della terza dose, che secondo il piano della Casa Bianca dovrebbe iniziare verso il 20 di questo mese, una decisione presa senza l’approvazione della FDA. Questo avrebbe creato frizione tra i dirigenti uscenti e la stessa amministrazione Biden. Sembra che le pressioni politiche per la terza dose si stiano ponendo davanti alle riflessioni scientifiche che dovrebbero maturare sulla base di una accurata analisi dei dati raccolti, che riguardano sia l’efficacia che gli  eventi avversi dei vaccini. A parere dei due scienziati uscenti, riporta il New York Times, non vi sarebbero ancora abbastanza dati per decidere per una terza dose. Per questo, i dirigenti della FDA, dicono le voci, si sarebbero visti scavalcare.
    Le uscite dei due alti dirigenti sollevano nuove domande sull’amministrazione Biden e sul modo in cui ha messo da parte la FDA.
    Il coordinatore del team di risposta al Covid-19 della Casa Bianca, Jeff Zients, durante un briefing, ha difeso la decisione dell’amministrazione Biden, tuttavia, citando il coinvolgimento di Woodcock nella decisione.
    “La decisione del richiamo [del vaccino], (…) è stata presa e annunciata dai principali funzionari della sanità pubblica della nazione, tra cui il dott. Walensky (capo dei CDC, ndr), il dott. Fauci (consulente in materia della Casa Bianca, ndr), il chirurgo generale Vivek Murthy, la dott.ssa Janet Woodcock, il commissario ad interim della FDA, il dott. Francis Collins, il dott. Kessler e altri”, ha affermato.
    Zients ha affermato che la decisione è stata presa dopo aver esaminato “tutti i dati disponibili”. 
    La decisione sembra essere dettata dalla necessità di sviluppare un piano di richiamo ritenuto urgente alla luce della crescente evidenza che i vaccini perdono potenza nel tempo. Una tendenza che nutre il timore che la protezione dei vaccini contro le malattie gravi e l’ospedalizzazione possa indebolirsi presto.
    I funzionari hanno fatto riferimento ai dati provenienti da Israele come un segnale particolarmente preoccupante, soprattutto per gli adulti più anziani e altri gruppi vulnerabili. I dati dall’estero “in realtà ci hanno portato ad essere ancora più preoccupati per l’aumento del rischio che l’efficacia del vaccino diminuisca contro l’ospedalizzazione, la malattia grave e la morte”, ha detto la dottoressa Rochelle P. Walensky, la direttrice dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC), in un briefing della Casa Bianca sulla pandemia martedì, riporta sempre  il New York Times.
    Ma questa spiegazione viene giudicata carente poiché i dirigenti della FDA sono nella condizione di poter giudicare se i richiami sono sicuri ed efficaci o meno. 
    “Questo processo è stato il contrario di quello che ci aspetteremmo normalmente nella politica dei vaccini”, con l’amministrazione che annuncia piani basati su un certo risultato prima che i regolatori possano completare la loro revisione, ha detto Jason L. Schwartz, un professore associato di politica sanitaria alla Yale School of Public Health. “Questo ha reso tutto ancora più complicato e confuso per il pubblico”.
    https://www.sabinopaciolla.com/bufera-alla-fda-due-alti-dirigenti-responsabili-dei-vaccini-si-dimettono-nel-mentre-lagenzia-deve-affrontare-la-decisione-sui-richiami/

  3. “ADESSO SI FA SUL SERIO”. PRONTO REFERENDUM ABROGATIVO DEL GREEN PASS…Mentre la data della conversione in legge del Decreto che ha ufficializzato il green pass si avvicina, mentre le piazze si riempiono di manifestanti e abbondano i ricorsi, si prepara una proposta di referendum abrogativo, lanciata dall’avv. Olga Milanese, promotrice del Manifesto “Green Pass: Le Ragioni del No”, sostenuta da Francesco Benozzo e Luca Marini, autori nelle scorse settimane di un appello alle più alte cariche dello Stato, e ha già incontrato numerose adesioni da parte del mondo accademico, della cultura e dei media.
    “Nell’ambito di un confronto politico civile e democratico sul Green Pass e sull’obbligo vaccinale” si legge nel comunicato stampa rilasciato in esclusiva a Byoblu, “riteniamo sia giunto il momento di inviare un messaggio inequivocabile al Governo e al Parlamento. Per questo motivo abbiamo deciso di presentare la proposta di referendum abrogativo delle disposizioni legislative adottate dal Governo in materia di Green Pass, che saranno portate all’attenzione del Parlamento per essere convertite in legge, con ogni probabilità, dietro richiesta della fiducia. Il nostro vuole essere anche un messaggio di fiducia e di speranza rivolto a tutti gli
italiani che non si riconoscono in disposizioni che, come ormai è sotto gli occhi di molti, costituiscono solo il primo passo verso l’erosione progressiva dei diritti e delle libertà fondamentali“.
    “A giorni presenteremo la proposta di referendum abrogativo e, non appena ricevute le autorizzazioni necessarie, inizieremo la raccolta delle firme. In questa prospettiva avrà un peso determinante l’adesione delle migliaia di persone, studenti in prima linea, che hanno sostenuto gli appelli che in queste settimane sono stati rivolti al Governo, al Parlamento e al Presidente della Repubblica contro il Green Pass. L’iniziativa referendaria, peraltro, intende affiancarsi alle numerose iniziative giudiziarie rivolte contro le recenti disposizioni adottate dal Governo, nonché ad altre iniziative di natura politica cui abbiamo già dato la nostra adesione“.
    https://www.byoblu.com/2021/09/02/adesso-si-fa-sul-serio-pronto-referendum-abrogativo-del-green-pass/

  4. Buongiorno

    Lo stanziamento per le cure domiciliari, se non ricordo male, in una conferenza stampa o comunicato del “Sig.” Draghi, sono indirizzati all’assistenza fatta da enti privati.
    Potrei sbagliarmi, ma sono piuttosto sicuro, perchè la cosa mi stonò parecchio.
    Credo fosse verso fine Luglio.
    Grazie Michele per il tuo lavoro
    Un Saluto

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