IO NON HO PAURA – MATTEO DEMICHELI (No Paura Day Arezzo)

Il mio intervento al “No Paura Day” di Arezzo del 21/08/2021
 
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3 thoughts on “IO NON HO PAURA – MATTEO DEMICHELI (No Paura Day Arezzo)

  1. SCIENZE ESATTE E CONOSCENZA CRITICA…Il termine scienza deriva dal latino scientia (dalla radice del latino scire, conoscere) e significa conoscenza. 
    L’uomo è imperfetto, e conseguentemente tutte le sue conoscenze sono imperfette: egli può soltanto cercare di avvicinarsi alla verità, che permane sempre in qualche misura, più o meno grande, nascosta alla mente umana. Appare degno di nota che il termine greco per verità sia alétheia, che equivale a disvelamento ovvero a rivelazione (a- prefisso negativo, letheia connesso alla radice del verbo lanthano, nascondo). 
    La scienza cerca quindi sempre di approssimarsi alla verità di qualche fenomeno naturale, ma il risultato cui approda, soprattutto quando si tratti di fenomeni complessi, non è mai una conclusione (spesso per rafforzare il concetto si dice conclusione definitiva), costituisce bensì la premessa per ulteriori indagini. Si pensi, ad esempio, alle procedure diagnostiche in Medicina e alle conseguenti possibilità di classificazione delle malattie, sempre più sottili negli ultimi decenni, eppure costantemente suscettibili di approfondimento, di revisione, addirittura di clamorose smentite. Il medesimo può essere affermato per ogni campo di indagine, dall’astronomia-astrofisica alla fisica atomica. 
    L’intuizione di Democrito, il quale ipotizzava l’esistenza di particelle indivisibili della materia dette atomi (atomon soma, in greco, è il corpo indivisibile: a-, alfa privativo, e tomon, da témno, tagliare, dividere), nel corso di secoli è stata confermata dalla scoperta degli elementi chimici, ma poi gli sviluppi della fisica nucleare hanno portato alla scoperta degli isotopi e, all’interno dell’atomo, di particelle costitutive come protoni, elettroni, neutroni e altre ancora più difficilmente identificabili. 
    La teoria del Big bang (cioè la grande esplosione) verrebbe ora sostituita da quella del Big bounce (cioè il grande rimbalzo). La teoria della relatività di Einstein dovrebbe essere riveduta in base alle osservazioni di Michelson e di Sagnac, le quali appaiono contraddirla (G.R., La grande menzogna cosmologica. SìSìNoNo anno 45 n.11, 15.06.2019, reperibile nel sito http://www.sisinono.org > archivio numeri > anno 2019)
    Come scrive Ottavio De Bertolis: «In realtà ogni proposizione scientifica descrive il mondo esterno non come è, ma come se fosse riducibile nei termini, nel linguaggio, nelle categorie, che essa stessa presuppone, senza peraltro dimostrarle. Esemplificando, si potrebbe dire che nessuno ha mai toccato o visto un protone: e tuttavia la realtà fisica funziona come se ci fosse. Il protone è la spiegazione più “economica” del maggior numero di eventi: con il minor numero di proposizioni si spiega il maggior numero di cose. È l’ipotesi meno falsificabile. E tuttavia, quando la utilizziamo, per quanto la sottoponiamo al vaglio critico dei fatti empirici, diamo per assodati, senza verificarli, moltissimi parametri: la piena utilizzabilità del linguaggio matematico innanzitutto, e la legittimità dei suoi assiomi di partenza, le grandezze impiegate e altri dati ancora. L’esattezza delle scienze esatte appare agli occhi degli stessi scienziati meno certa di quanto non appaia al più vasto pubblico». 
    Si deve considerare inoltre che la ricerca scientifica viene condotta da uomini influenzati dall’ambiente non diversamente dai loro contemporanei, e soggetti a tutte le passioni degli altri uomini. «La ricerca scientifica avviene ormai in condizioni socioeconomiche tali da rendere necessaria per ogni ricercatore, il quale voglia emergere in un mondo di competitività parossistica, la conoscenza approfondita di una nuova disciplina: l’imbroglionica. Grazie ad essa si possono imparare diversi trucchi per essere accreditati come scienziati degni di fiducia (e di soldi), metodi infallibili per ottenere un elenco di pubblicazioni chilometrico con poca fatica, etc.», scriveva Roberto Maiocchi in Scienza: Ai confini dell’imbroglionica, su Il Giornale del 6 marzo 2007.
    Pregiudizi e connivenze sono tali che il medesimo articolo può essere rifiutato da una rivista nazionale, mentre viene pubblicato da una ben più prestigiosa rivista a livello internazionale. L’adulazione strisciante e mascherata nei confronti del direttore rende agevoli certe carriere, mentre contraddirlo rende invisi a chi può tagliarti le gambe. Un esempio è dato da Guido Mattioni in Cacciati dai baroni, scoprono gene anti cancro: Antonio Lavarone e Anna Lasorella avevano lasciato l’Italia accusando la loro università di averli emarginati per nepotismo. Nove anni dopo, lavorando alla Columbia University di New York, con una ricerca sulle cellule staminali, trovano un meccanismo chiave contro il tumore.
    La scienza non è dunque mai una scienza esatta. L’uomo tuttavia, per le sue necessità esistenziali, tende ad assumere le conoscenze della sua epoca, a lui note, come se fossero definitive, ovvero non ha altra scelta operativa che agire in base alle conoscenze disponibili. 
    Ma come avviene l’apprendimento nel neonato e nel bambino? Consideriamo il neonato: egli apprenderà per imitazione la lingua di chi si prende cura di lui, l’Italiano da genitori italiani, il Tedesco da genitori tedeschi, lo Spagnolo da genitori spagnoli, costituendo nel suo cervello i cosiddetti engrammi. Aristotele osservava che «l’imitare è connaturato agli uomini» («Tò mimesthai symphyton anthropois»).
    Successivamente il bambino e il giovane apprendono innumerevoli altre nozioni da familiari, da maestri e professori, da amici e conoscenti, da letture, assumendo tali nozioni “per buone”, salvo poi sottoporle a revisione critica man mano che si sviluppa la personalità di ciascuno. Indubbiamente però gran parte delle nozioni acquisite non vengono sottoposte a critica, perché non è necessario, perché non c’è interesse, perché l’ambiente dove si vive non richiede di appuntare attenzione a quel tipo di nozione. Invero, se si volesse approfondire il discorso, l’uomo inevitabilmente vive assumendo concetti che egli stesso non è in grado di sottoporre a critica: ad esempio nel costruire il piano di un tavolo rettangolare assume implicitamente il postulato della geometria euclidea delle rette parallele, ma si tratta appunto di un postulato, non dimostrabile; nella logica assume il postulato della non-contraddizione (una cosa è, oppure non è) e dei criteri di eguaglianza (se A è uguale a B, e se B è uguale a C, A è parimenti uguale a C). Inoltre l’uomo, mentre comprende facilmente misure finite e fenomeni che hanno un inizio e una fine, come la sua stessa esistenza terrena, non è in grado di afferrare entità come il pi-quadro, numero trascendente, e tantomeno l’eternità di Dio.
    Insomma, per molti concetti si resta fermi o addirittura imprigionati nelle convinzioni proprie dell’epoca corrente e nelle nozioni scolastiche. LA SCUOLA STATALE COSTITUISCE PERTANTO UN GRANDE MEZZO DI OMOLOGAZIONE DELLA POPOLAZIONE(«L’Italia è stata fatta, occorre fare gli Italiani»), PIU’ PALESEMENTE SOTTO I REGIMI PIU’ TOTALITARI, PIU’ SUBDOLAMENTE NEI PAESI COSIDDETTI DEMOCRATICI, AL FINE DI MODELLARE I CITTADINI DI UNO STATO OVVERO, COME SI SUOL DIRE, DI “NORMALIZZARLI”. LA SCUOLA STATALE VEICOLA DUNQUE NOZIONI SELEZIONATE DA COLORO CHE DETENGONO IL POTERE. COSI’ IN ITALIA, COME NEL RESTO DEL MONDO, I LIBRI DI TESTO SCOLASTICI RIPORTANO E IMPONGONO RIGUARDO ALLA STORIA LA “VERSIONE” GRADITA AL POTERE DEL MOMENTO, FORNISCONO COME “CERTEZZE” TEORIE SCIENTIFICHE IN FIERI, E NEGLI ALUNNI VIENE TUTTORA INCULCATA L’IDEA DELLA “VERITA’ INOPPUGNABILE” DELLA TEORIA DARWINIANA. CUI ADESSO SI AGGIUNGE L’IDEOLOGIA GENDER CHE COME ORMAI NOTO VIENE SPACCIATA PER SCIENZA . TANT’ E’ VERO CHE GRAZIE ANCHE ALL’EX MINISTRO ALLA PUBBLICA ISTRUZIONE FIORAVANTI, L’ATTUALE GOVERNO HA STANZIATO UN MILIONE DI EURO ANNUI PER «PROMUOVERE L’EDUCAZIONE ALLE DIFFERENZE DI GENERE QUALE METODO PRIVILEGIATO PER LA REALIZZAZIONE DEI PRINCIPI DI UGUAGLIANZA».
    https://www.provitaefamiglia.it/blog/scienze-esatte-e-conoscenza-critica-2

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    “SAREBBE UN DISASTRO! NON POTRANNO MAI TORNARE INDIETRO SUI VACCINI: QUESTO MI FA PAURA” ▷ DURANTI…Una situazione che preoccupa i più quella che si respira in Italia. Dopo l’introduzione del GreenPass, che obbliga le persone ad avere un certificato per entrare in determinati luoghi pubblici e per svolgere alcune mansioni, si è acuito il clima di conflitto tra le persone che hanno scelto di vaccinarsi e quelle che invece hanno preferito non sottoporsi all’inoculazione. Quella che si è venuta a creare è una vera e propria contrapposizione ideologica che poi ha avuto ripercussioni anche sulla vita quotidiana e sui rapporti inter-personali.
    A preoccupare FabioDuranti è la possibilità che, qualora i Governi o le singole persone capissero di aver commesso degli errori, non ritrattassero per paura di prendersi delle responsabilità. “Sarebbe un disastro collettivo. Queste persone hanno preso una via e non torneranno mai indietro” spiega Duranti, che si dice molto spaventato per la situazione che potrebbe venire a crearsi in futuro.

    https://youtu.be/i9C1NXPiS_Y

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    VACCINI: IL DISCORSO SENZA FILTRI DEL DR. COLE ▷ “NON VI DICONO LE VERE CAUSE DEGLI EFFETTI AVVERSI”…”Come possiamo fare scienza se non stiamo cercando veramente?”: il quesito dal valore inestimabile in tempi di epidemia e soluzioni per uscirne è stato lanciato dal dottor RyanCole, anatomopatologo, patologo clinico, dermatologo, intervenuto nel corso di una conferenza scientifica organizzata dal White Coat Summit. Un intervento di denuncia – che RadioRadio ha tradotto, sottotitolato e pubblicato in versione integrale (https://dai.ly/x83jpin) – nel quale il medico ha proiettato grafici, immagini, risonanze: tutte prove che dimostrano cosa accade dopo l’introduzione nell’organismo umano dei prodotti anti Covid-19.
    Il medico salito sul palco si è scagliato, tra i vari argomenti portati alla luce, contro un sistema che non prevede le autopsie come mezzo per individuare i possibili nessi di causa-effetto tra vaccini e reazioni indesiderate. In questo modo “nessuno può trovare qualcosa se non cerca”, deduce Cole. Un impedimento non da poco se si considera che la narrazione mainstream fonda gran parte dei suoi discorsi sulla sicurezza e l’efficacia dei vaccini sui riscontri ufficiali, sui dati che darebbero ragione ai favorevoli alla campagna di vaccinazione di massa. L’estratto video è stato portato in diretta da FabioDuranti, che lo ha commentato insieme all’avvocato AlessandroFusillo. Con Stefano Molinari, a Un Giorno Speciale.

    https://youtu.be/AHL3MWXVLYM

  2. STUDENTESSA RISPONDE ALLA LETTERA DEL RETTORE CHE INVITA ALLA VACCINAZIONE GLI STUDENTI: È SICURO DI ASSUMERSI QUESTA RESPONSABILITÀ?
    https://www.byoblu.com/2021/08/23/studentessa-risponde-alla-lettera-del-rettore-che-invita-alla-vaccinazione-gli-studenti-e-sicuro-di-assumersi-questa-responsabilita/

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    I VACCINATI OVER 50 CON DOPPIA DOSE SI INFETTANO E MUOIONO IN MISURA MAGGIORE RISPETTO A QUELLI CON UNA SOLA DOSE? I DATI DEL MINISTERO DELLA SALUTE INGLESE…L’Inghilterra è una delle nazioni che sta compiendo più di tutte un’operazione di trasparenza sui dati relativi alle infezioni da Sars Cov2 e ai decessi tra popolazione vaccinata e non.
Il Public Health England, l’agenzia governativa del Ministero della Salute, ha pubblicato il 20 agosto scorso il rapporto tecnico con i dati aggiornati al 15 agosto.
    Analizzando la tabella sui ricoveri ospedalieri e i decessi di persone infettate dalla variante Delta, in base allo stato di vaccinazione emergono dati sui quali è necessario porre attenzione.
    Il totale dei casi di variante Delta registrati dal primo febbraio al 15 agosto sono 386.735. Di questi 183.133 sono persone non vaccinate, 163.329 sono vaccinate.
    I casi di persone infettate nonostante la vaccinazione sono suddivisi in: infettate entro i primi 21 giorni dalla prima dose, infettate dopo 21 giorni dalla prima dose e infettate quattordici giorni dopo la seconda dose.
    La tabella divide la popolazione in over 50 e under 50.
    I dati più preoccupanti risultano proprio nella fascia di popolazione sopra i cinquant’anni, dunque quella maggiormente a rischio in caso di malattia con sintomatologia grave. 
    Il totale delle persone infettate nella fascia di popolazione over 50 è 48.264.
Di queste 4891 sono non vaccinate e ben 39.131 sono vaccinate. Portando queste cifre in percentuali significa che i vaccinati over 50 infettati dalla variante Delta costituiscono l’88,9% delle persone infettate a fronte dell’11% di non vaccinati.
    Scendendo poi nell’analisi specifica dei 39.131 soggetti vaccinati emerge un ulteriore dato preoccupante sulla modalità con cui è stata portata avanti la campagna di vaccinazione. Dei 39.131 infettati ben 32.828 sono persone che hanno ricevuto la doppia dose, dunque che hanno terminato il ciclo vaccinale. Sono 6.075 quelle infettate a distanza di 21 giorni dalla prima dose e solo 228 quelle che hanno preso il virus entro i primi 21 giorni dalla prima dose.
    Andiamo poi a vedere i numeri dei decessi sempre con riferimento alla fascia di popolazione con più di cinquant’anni di età.
    La tabella del Public Health prende in esame le morti verificatesi entro 28 giorni dalla data del risultato di positività al test.
    I decessi totali di over 50 sono 1076: 318 non vaccinati e 745 vaccinati, di cui ben 652 vaccinati con doppia dose.
    Certo i dati andrebbero valutati alla luce del cosiddetto paradosso di Simpson, in base al quale i dati superiori di contagi e decessi tra i vaccinati è dovuto al fatto che il numero delle persone vaccinate supera di gran lunga quelle non vaccinate.
    Resta però la domanda: com’è possibile che, stando ai dati ufficiali inglesi, i vaccinati con più di cinquant’anni che hanno completato il ciclo vaccinale si infettano e muoiono in misura maggiore rispetto a chi ha ricevuto una dose?
La comunità scientifica può cortesemente spiegare questi dati?
    https://www.byoblu.com/2021/08/23/i-vaccinati-over-50-con-doppia-dose-si-infettano-e-muoiono-in-misura-maggiore-rispetto-ai-non-vaccinati-i-dati-del-ministero-della-salute-inglese/

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