28-06-2021 IL DDL “IMBROGLIO”

È ora di tornare a parlare del ddl Zan.

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FONTI:
https://www.panorama.it/news/dolce-gabbana-lunica-famiglia-quella-tradizionale
https://www.tempi.it/ddl-zan-grassadonia-gender-utero-in-affitto/amp/
https://www.ilgiornale.it/news/cronache/madonna-forma-vagina-processione-choc-delle-femministe-l8-1929542.html
https://www.gaynews.it/2021/06/26/meloni-gesu-lgbt-offende-fedeli-maccarrone-ho-risposto-pacificamente-ingerenza-vaticana/
https://www.ilgiornale.it/news/politica/ringrazio-i-miei-genitori-non-avermi-battezzata-elodie-ha-1956983.html
https://video.corriere.it/spettacoli/ddl-zan-fedez-contro-vaticano-dove-sono-5-miliardi-tasse-che-dovete-stato/2995c5f6-d34b-11eb-8dcd-923bd7ac4a6d
https://loccidentale.it/lettera-al-signor-federico-leonardo-lucia-di-suor-anna-monia-alfieri/
https://www.repubblica.it/politica/2021/06/23/news/omofobia_ddl_zan_fico_vaticano_parlamento_sovrano_non_ingerenze-307267762/?ref=RHTP-BH-I304495303-P2-S1-T1
https://www.ilsole24ore.com/art/vaticano-contro-legge-zan-viola-concordato-santa-sede-scrive-nota-ufficiale-governo-AEdGK5R
https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2021/06/24/ddl-zan-parolin-la-santa-sede-non-chiede-di-bloccare-la-legge_44c99c53-d654-44d6-a306-2d2f4722af74.html
https://www.tempi.it/maschio-e-femmina-li-creo-ma-va-la-esistono-23-generi-sessuali/
https://www.liberoquotidiano.it/news/commenti-e-opinioni/27758049/ddl-zan-roberto-formigoni-vero-obiettivo-imporre-ideologia-gender-lgbt.html
https://www.liberoquotidiano.it/articolo_blog/blog/andrea-cionci/26475724/dimissioni-benedetto-xvi-forti-dubbi-avvocato-carlo-taormina.html

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One thought on “28-06-2021 IL DDL “IMBROGLIO”

  1. E’ IMPORTANTE INFORMARE, RENDERE CONSAPEVOLE IL POPOLO E QUINDI SMASCHERARE IL VERO VOLTO DEL DDL ZAN” fino ad ora nascosto dalla propaganda del pensiero unico politicamente corretto dietro alla lotta all’omofobia e alla discriminazione… ” MOSTRANDO I VERI RISCHI CHE UNA SIMIL LEGGE COMPORTEREBBE…) “NO A ZAN,SPIEGATO BENE…

    Ho cercato di capire come funziona il ddl Zan e, poiché non sono un giurista né sono dotato di un’intelligenza prodigiosa, ho impiegato circa una settimana per ricostruire la ragnatela di norme che esso introduce, spesso modificando leggi precedenti e articoli del codice penale. Sono quindi assai stupito che tante persone, negli studi tv e nelle piazze, siano convinte di possedere delle opinioni su un oggetto che – nella stragrande maggioranza dei casi – semplicemente non conoscono. La ragione per cui ciò accade è abbastanza semplice: siamo abituati a giudicare le leggi dalle intenzioni dei proponenti, anziché dagli effetti che verosimilmente sono destinate a produrre. E’ un grave errore, perché non è raro che intenzioni ed effetti divergano, tanto è vero che lo studio degli “effetti perversi” e delle “conseguenze non attese” dell’azione è uno dei filoni di studio più fecondi delle scienze sociali… Nel caso del ddl Zan le intenzioni paiono chiarissime, e sostanzialmente condivisibili: https://www.provitaefamiglia.it/blog/anche-lassociazione-genitori-e-amici-di-omosessuali-contro-il-ddl-zan-la-testimonianza-del-presidente-galster colmare una lacuna della legislazione esistente. La lacuna è che le leggi vigenti (e in particolare la legge Mancino) puniscono con particolare severità alcuni comportamenti motivati da ostilità nei confronti di razze, etnie, nazionalità, religioni, ma si dimenticano altri possibili moventi: sesso, genere, orientamento sessuale, identità di genere, disabilità. MESSA COSI’, COME NON ESSERE D’ACCORDO? L’UNICA OBIEZIONE che mi sentirei di sollevare è di natura logica: SIAMO SICURI CHE ALLUNGARE LA LISTA DELLE CATEGORIE PROTETTE SIA LA STRADA GIUSTA? SI POTREBBE OSSERVARE, AD ESEMPIO, CHE NELLA LISTA DEL DDL ZAN MANCANO I BARBONI, SPESSO OGGETTO DI CIECA VIOLENZA. E, SE UNO DEI FENOMENI CHE SI VOGLIONO COLPIRE E’ IL BULLISMO GIOVANILE, COME NON CONSIDERARE CHE, NELLE CLASSI SCOLASTICHE, DA SEMPRE LA CRUDELTA’ DEI NOSTRI AMATI BAMBINI UMILIA I GRASSI,I SECCHIONI,GLI INTROVERSI? Non mi stupirei che, in futuro, il “legislatore” – questa figura mitica del discorso politico – si decidesse a novellare periodicamente le norme esistenti, aggiungendo di volta in volta, alle categorie da proteggere, nuove e sempre diverse sensibilità offese. Ma supponiamo, per un attimo, che la moltiplicazione delle categorie sovra-tutelate sia la strada giusta, e che la lista Zan sia completa. E torniamo alla domanda inziale: AL DI LA’ DEI FINI DICHIARATI, SICURAMENTE LODEVOLI, QUALI SONO GLI EFFETTI PREVEDIBILI DEL DDL ZAN? https://www.tempi.it/indice-ragionato-di-chi-dice-il-ddl-zan-non-va-bene/ E’ su questi effetti, infatti, che si concentrano le critiche che, non solo da destra, sono state sollevate nei confronti del disegno di legge.Una prima classe di critiche riguarda IL RESTRINGIMENTO DELL’AREA DELLA LIBERTA’ DI ESPRESSIONE https://youtu.be/gCKhOLccg7c , determinato non tanto dall’ampliamento delle categorie protette, MA DAL FATTO CHE A DECIDERE SE LA MANIFESTAZIONE DI UN IDEA,DI UN SENTIMENTO,DI UN’ OPINIONE SIA O NON SIA REATO,NON POTRA’ CHE ESSERE LA SENSIBILITA’ DEL SINGOLO GIUDICE. QUESTO E’ GIA’ UN PROBLEMA OGGI, VIGENTE LA LEGGE MANCINO, MA VIENE AGGRAVATO DALL’ARTICOLO 4 DEL DDL ZAN(Pluralismo delle idee e libertà delle scelte), secondo cui le idee si possono esprimere “purché non idonee a determinare il concreto pericolo del compimento di atti discriminatori o violenti”. QUALCUNO PUO’ CREDERE CHE, SUL GIUDIZIO DI “IDONEITA” DI UN’ IDEA A DETERMINARE IL “CONCRETO PERICOLO” DI ATTI DISCRIMINATORI, NON INFLUIRANNO PESANTEMENTE LE IDIOSINCRASIE (E LE IDEE POLITICHE) DEL MAGISTRATO CHIAMATO A GIUDICARE? MA LA CLASSE DI CRITICHE PIU’ FONDATA, a mio parere, E’ QUELLA CHE OSSERVA CHE IL DDL ZAN non si limita ad allargare le tutele di determinate categorie, MA PRETENDE DI RIEDUCARE IDEOLOGICAMENTE I REPROBI (ARTICOLO 5), INTERVENIRE ATTIVAMENTE SUI CONTENUTI TRASMESSI DALLA SCUOLA (ARTICOLO 7), E PERSINO DI LEGIFERARE SUL LINGUAGGIO (ARTICOLO 1), FISSANDO E DELIMITANDO IL SIGNIFICATO DI PAROLE COME SESSO BIOLOGICO, GENERE,IDENTITA’ DI GENERE, RUOLO DI GENERE, ORIENTAMENTO SESSUALE. CHE SIMILI PRETESE POSSANO DETERMINARE EFFETTI ABERRANTI CREDO SIA EVIDENTE A (QUASI) TUTTI. NE ABBIAMO AVUTO UN ASSAGGIO NELLE LINEE GUIDA GENDER APPARSE SUL SITO DELL’UFFICIO SCOLASTICO DEL LAZIO, POI PRECIPITOSAMENTE RITIRATE (il titolo esatto era: “Linee guida per le strategie di intervento e promozione del benessere dei bambini e degli adolescenti con varianza di genere” https://www.provitaefamiglia.it/blog/linee-guida-gender-ritirate-ma-regione-lazio-e-san-camillo-non-sono-innocenti-ecco-perche. Questa seconda classe di critiche mette a nudo il vero punto debole del ddl Zan. Che non è di voler assicurare una protezione speciale a determinate categorie finora trascurate (obiettivo sensato, e condiviso anche dal centro-destra) MA DI VOLER IMPORRE ALLA SOCIETA’ https://www.provitaefamiglia.it/blog/flash-usa-tribunale-multa-il-pasticciere-che-si-e-rifiutato-di-fare-una-torta-per-una-transizione-di-genere NEL SUO INSIEME, LA VISIONE DEL MONDO E GLI OBIETTIVI EDUCATIVI DI UNA ELITE POLITICO-CULTURALE. https://youtu.be/or5X2GRg_ng Questo progetto, in forme più innocenti e ridicole, era già in atto negli anni ’80, quando Natalia Ginzburg, dalle colonne della Stampa e dell’Unità – con un coraggio e un anticonformismo che agli intellettuali di oggi difetta – denunciava il velleitarismo e l’ipocrisia del politicamente corretto. Ma nel corso degli ultimi anni ha assunto forme sempre più pervasive, condizionando pesantemente il mondo dell’informazione, della cultura, dello spettacolo, persino dell’economia, con l’effetto – presumibilmente non voluto – di allargare sempre più la frattura fra le parole dell’establishment e il comune sentire dei ceti popolari. CHE SIA QUESTO IL VERO OBIETTIVO DEL DDL ZAN LO PROVA, IN MODO SECONDO ME INCONTROVERTIBILE, UNA COMPARAZIONE FILOLOGICAMENTE PUNTUALE FRA IL TESTO FINALE (GIA’ APPROVATO ALLA CAMERA ) E LE PROPOSTE DI LEGGE CHE L’HANNO PRECEDUTO, SEMPRE A FIRMA DI ALESSANDRO ZAN. SE SI HA LA PAZIENZA DI LEGGERE, AD ESEMPIO, IL DISEGNO DI LEGGE DEL 2013 (PRIMI FIRMATARI SCALFAROTTO E ZAN) O LA PROPOSTA DI LEGGE DEL 2018 (PRIMI FIRMATARI ZAN E ANNIBALI) SI PUO’ NOTARE, CON ENORME SORPRESA, CHE TUTTO CIO’ CHE INQUIETA I CRITICI DEL DDL ZAN SEMPLICEMENTE NON C’E’. NIENTE ARTICOLO 4 SU “PLURALISMO DELLE IDEE E LIBERTA’ DELLE SCELTE”.  NESSUNA PRETESA DI LEGIFERARE SUL LINGUAGGIO. NESSUNA PRETESA DI INTERVENIRE NELLE SCUOLE. MA C’E’ DI PIU’. SE ANDIAMO ALLA SOSTANZA, e lasciamo perdere la tecnica giuridica adottata (intervenire su leggi precedenti, o direttamente sul codice penale), SCOPRIAMO UNA COSA MOLTO INTERESSANTE: LE DUE VECCHIE PROPOSTE SCALFAROTTO-ZAN E SOPRATTUTTO ZAN-ANNIBALI, SONO DEL TUTTO ESENTI DALLE CRITICHE CHE OGGI VENGONO RIVOLTE AL DDL ZAN. E LA PROPOSTA DI LEGGE DEL CENTRO-DESTRA (PRIMA FIRMATARIA LICIA RONZULLI) E’ DECISAMENTE PIU’ AVANZATA DELLA PROPOSTA ZAN-ANNIBALI DEL 2018, CHE SI ERA SCORDATA DEI DISABILI. DUNQUE LA SITUAZIONE E’ ABBASTANZA CHIARA. FINO A UN CERTO PUNTO LE PRINCIPALI PROPOSTE DI LEGGE SI SONO MOSSE IN UNA DIREZIONE RAGIONEVOLE, O QUANTOMENO CIRCOSCRITTA ALL’OBIETTIVO DI ESTENDERE A NUOVI SOGGETTI TUTELE finora previste per un insieme troppo ristretto di situazioni e di categorie. Poi, non saprei dire perché’ (forse l’opportunità… del nuovo esecutivo CONTE 2 di sinistra?…ndr) , i proponenti hanno deciso di strafare, finendo per snaturare gli obiettivi originari https://www.provitaefamiglia.it/blog/dal-mondo-il-clima-di-terrore-lgbt-che-regna-alluniversita-di-edimburgo-tocchera-anche-a-noi . Il ddl Zan, anziché limitarsi a proteggere i deboli, è diventato un CAVALLO DI TROIA PER IMPORRE A TUTTI UNA PARTICOLARE CONCEZIONE DEL BENE COMUNE, DELL’EDUCAZIONE, E PERSINO DEGLI USI APPROPRIATI DEL LINGUAGGIO. IL TUTTO SEMPLICEMENTE RISCRIVENDO IN COMMISSIONE GIUSTIZIA I TESTI ORIGINARI, E SENZA UN DIBATTITO PUBBLICO, COME INVECE E’ AVVENUTO IN ALTRI PAESI. IL MINIMO CHE SI DOVREBBE PRETENDERE E’ CHE DELLE PREOCCUPAZIONI DEI CITTADINI (SULLA LIBERTA’ DI ESPRESSIONE) E DELLE INQUIETUDINI DELLE FAMIGLIE (PER L’EDUCAZIONE DEI FIGLI) https://www.provitaefamiglia.it/blog/esclusiva-ddl-zan-sasso-sottosegretario-istruzione-ecco-i-tentativi-gender-gia-in-atto-per-manipolare-gli-studenti SI DISCUTA APERTAMENTE,SENZA DEMONIZZARE NESSUNO. PERCHE’ LA POSTA IN GIOCO E’ ALTA ( “Il ddl Zan tutela la pedofilia?…” https://www.provitaefamiglia.it/blog/il-ddl-zan-tutela-la-pedofilia-la-risposta-definitiva ), E NESSUNO HA IL MONOPOLIO DEL BENE COMUNE.”( https://www.provitaefamiglia.it/blog/il-gender-entra-in-una-scuola-di-frosinone-violando-il-consenso-informato-la-denuncia-dei-genitori ) https://www.maurizioblondet.it/no-a-zan-spiegato-bene/

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    Se la libertà è a rischio, la Chiesa interviene…«La grande lezione del cristianesimo primitivo è stata la libertà di coscienza»: così John Acton condensava l’esperienza delle prime comunità cristiane che, loro malgrado, furono perseguitate proprio perché non accettarono passivamente la sottomissione ai dettami spirituali e morali dell’impero romano il quale pretendeva di controllarne le coscienze o vietandone il culto o pretendendo che esso fosse inserito all’interno del panteismo imperiale. La storia della Chiesa, dunque, nasce come spazio di rivendicazione della libertà di coscienza contro l’imperialismo morale dello Stato che non si accontenta di governare le azioni dei sudditi, dei cittadini, dei consociati, ma pretende di modellarne le idee, di forgiarne le menti, di plasmarne le coscienze. Perché il Vaticano ha reagito In fondo, la tragica storia del XX secolo costituisce il più fulgido esempio in questo senso, cioè non soltanto chiarendo come ad una massiccia de-cristianizzazione della civiltà occidentale conseguono inevitabilmente regimi di inumana ferocia, ma per di più che proprio espungendo l’energia cristiana dalla società lo Stato si auto-idolatra, trovando nel pensiero razziale o in quello classista, (e oggi in quello genderista) il veicolo preferenziale per degenerare in tirannia. Ecco perché il ddl Zan è da ritenere contrario al Vaticano, ed ecco perché il Vaticano ha giustamente reagito per salvaguardare la tutela della libertà di coscienza dei cattolici che rischia di essere gravemente compromessa dall’eventuale approvazione del predetto disegno di legge. L’ATEISMO IN URSS Del resto, proprio la recente storia dimostra che il Vaticano si è attivato anche altre volte in occasioni simili, non perché la Chiesa ami intromettersi nelle questioni politiche, ma perché, semmai, lo Stato – specialmente quello dalla vocazione totalitaria – ama insidiarsi nelle questioni di coscienza. Già nel 1922, infatti, alla conferenza di Genova del 10 aprile, il Vaticano aveva espresso le sue formali doglianze al rappresentante dello Stato sovietico, poiché la legislazione e LA POLITICA ATEISTICA INTRAPRESA DAL GOVERNO DELL’ URSS AVEVA SOPPRESSO LE PIU’ ELEMENTARI LIBERTA’ DEI FEDELI IN RUSSIA . In quell’occasione, quindi, il rappresentante del Vaticano chiese che le autorità sovietiche riconoscessero piena libertà di coscienza, libero esercizio della religione e del suo insegnamento, nonché la restituzione di tutti i beni della chiesa confiscati dalle autorità sovietiche. IL DECRETO LESSONA Non diversamente accadde allorquando il REGIME FASCISTA, nella primavera del 1937, fu in procinto di approvare il cosiddetto “DECRETO LESSONA” CHE AVREBBE VIETATO I MATRIMONI INTERRAZZIALI NELLE COLONIE ITALIANE IN AFRICA TRA I “NAZIONALI” E LE DONNE INDIGENE. In questa seconda occasione il Vaticano reagì tramite il cardinale Eugène Tisserant, segretario della Sacra Congregazione per le Chiese Orientali e tramite il Nunzio apostolico in Italia, Francesco Borgongini Duca. Quest’ultimo nell’esercizio delle sue funzioni trattò del problema sia con il sottosegretario agli Interni, on. Guido Buffarini Guidi, sia direttamente con il ministro dell’Africa Italiana, on. Alessandro Lessona da cui per l’appunto prendeva il nome il suddetto decreto. Il Vaticano, infatti, non poteva tacere dinnanzi a provvedimenti razziali di tal fatta che si intromettevano nei rapporti matrimoniali che per la Chiesa cattolica erano perfettamente validi ed efficaci. Alla fine il provvedimento fu bloccato proprio in virtù del Concordato (del 1929) perché lo stesso Alessandro Lessona fu costretto a riconoscere che non si potevano vietare quei matrimoni che avevano un presupposto soprannaturale che lui stesso come cattolico non poteva negare. LA VIOLAZIONE DEL CONCORDATO SIMILMENTE STA’ ACCADENDO CON IL DDL ZAN in seguito alla nota informale che il Vaticano ha fatto pervenire al Governo italiano DENUNCIANDO I CONCRETI RISCHI PER LA LIBERTA’ DI COSCIENZA,DI ESPRESSIONE, DI PROFESSIONE DEL CULTO, https://www.lanuovabq.it/it/usa-argentina-e-ue-vittorie-e-liste-nere-per-i-cattolici DI INSEGNAMENTO CHE IL DDL ZAN COMPORTA IN VIRTU’ DELLA EVIDENTE VOCAZIONE TOTALITARIA DELLO STESSO. A ciò si aggiunga la concreta VIOLAZIONE DEL CONCORDATO (del 1984) nella misura in cui LE GIORNATE DI PROPAGANDA DELL’IDEOLOGIA GENDER CHE DEVONO ESSERE SVOLTE NELLE SCUOLE AI SENSI DELL’ ARTICOLO 7 DEL SUDDETTO DISEGNO DI LEGGE NON CONSENTONO NE’ UNA ESENZIONE DEI SINGOLI ALUNNI, NE’ DELLE SCUOLE CATTOLICHE (pure qui!!! vogliono infiltrarsi…ndr) CHE NON POTREBBERO ESSERE ESONERATE DALL’ INSEGNAMENTO DI DOTTRINE – COME QUELLE APPARTENENTI ALL’IDEOLOGIA GENDER – FRONTALMENTE E IRRIMEDIABILMENTE INCONCILIABILI E CONTRARIE AL CRISTIANESIMO (come più volte lo stesso papa Francesco ha avuto modo di ribadire). IDEOLOGIE TOTALITARIE Il Vaticano, dunque, ancora una volta sta denunciando dinnanzi ad una opinione pubblica cieca e sorda – come del resto era quella degli inizi del XX secolo – I PERICOLI DI IDEOLOGIE TOTALITARIE CHE TRADUCENDOSI IN LEGGI E PROVVEDIMENTI RISCHIANO DI SOPPRIMERE LA PIU’ FONDAMENTALE DI TUTTE LE LIBERTA’, CIOE’ QUELLA DI COSCIENZA. Non si tratta né di una questione di fede, né di una questione afferente ai soli cattolici, ma di una universale problematica di carattere strettamente giuridico, la cui sostanza può essere in conclusione sintetizzata con le parole del noto dissidente Alexandr Zinov’ev per il quale, infatti, «non è detto che una normativa (o legalità) qualsiasi sia indice di una società basata sul diritto».

    https://www.tempi.it/se-la-liberta-e-a-rischio-la-chiesa-interviene/

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    Ddl Zan-Vaticano. I giuristi sono tutti d’accordo: «Nessuna ingerenza»…Il richiamo allo Stato italiano del Vaticano, secondo cui il ddl Zan viola alcuni punti fondamentali del Concordato, ha scatenato un putiferio. «Non accettiamo ingerenze, il Parlamento è sovrano», grida il presidente della Camera, Roberto Fico. «Sono incredulo, ingerenza senza precedenti», strilla il deputato del Pd Alessandro Zan. Gli fa eco la solita carrellata di vip (Fedez, Elodie, Turci) e l’immancabile Michela Murgia sulla Stampa in un editoriale more solito pieno di strafalcioni: «Sono allibita». «La Chiesa esercita un suo diritto» Se non c’è dubbio che la Santa Sede sia intervenuta in modo deciso, parlare di «ingerenza» denota una scarsa conoscenza della Costituzione italiana e del diritto internazionale. Come afferma infatti al Corriere l’ordinario di Diritto internazionale all’Università Sapienza di Roma, Enzo Cannizzaro, «se la Santa Sede ha ritenuto violato l’accordo con l’Italia del 1984, ha esercitato un suo diritto. Dal punto di vista procedurale non si tratta di un’interferenza», anche perché «la laicità dello Stato consiste nell’astenersi dall’imporre una ideologia» e non è chiaro se il ddl Zan «criminalizzi la propaganda di idee. Ogni dubbio va eliminato altrimenti l’omelia domenicale di un sacerdote che si esprima a favore del matrimonio fondato sulla diversità di gener potrebbe essere intesa come violazione della legge». «Ingerenza? No, c’è un patto» Come sottolinea il cardinale Camillo Ruini a Repubblica, «come dice la nota stessa, il ddl Zan contrasta con l’articolo 2, comma 1 e comma 3, del testo di revisione del Concordato, nel quale la Repubblica italiana riconosce alla Chiesa cattolica la piena libertà di svolgere il proprio Magistero e garantisce alla Chiesa stessa e ai cattolici piena libertà di pensiero e di espressione. In sostanza, si tratta di quello che la nostra Costituzione garantisce a tutti, cioè della libertà di parola e di pensiero. La Chiesa ha il dovere di difendere i propri diritti, non è ingerenza». Parole quasi scontate in bocca a un cardinale, confermate però anche al Dubbio dall’ex presidente della Corte Costituzionale Cesare Mirabelli: «Non si tratta di un atto di protesta o di contestazione ma di un gesto di cooperazione. È intrusivo segnalare il rischio che un patto sia violato? È un tentativo di prevenire un contenzioso». Mirabelli sottolinea che «gli articoli 4 e 7 del ddl Zan dovrebbero fornire garanzie per la libertà di pensiero e religiosa ma in realtà lasciano un ampio margine interpretativo sulle eventuali conseguenze penali. Serve chiarezza. Non si tratta dunque di una ingerenza, dal momento che c’è un patto che vincola le parti». Il ddl Zan è nudo Ora toccherà al premier Mario Draghi mediare per evitare che l’incidente diplomatico diventi ancora più grave. Nel frattempo, gli editorialisti italiani, come Michela Murgia o Ezio Mauro, farebbero meglio a rileggersi la Costituzione, che riconosce la validità del Concordato. Vale la pena, inoltre, fare un’ultima osservazione: SE DAVVERO IL DDL ZAN VUOLE SOLO PUNIRE GLI ATTI VIOLENTI E DISCRIMINAZIONE VERSO GLI OMOSESSUALI, E NON INVECE RESTRINGERE LA LIBERTA’ DI ESPRESSIONE E IMPORRE L’INDOTTRINAMENTO GENDER A SCUOLA, PERCHE’ NON CANCELLA IL RICONOSCIMENTO DELL’IDENTITA’ DI GENERE DALL’ARTICOLO 1, TUTTI I “SALVO CHE” DALL’ ARTICOLO 4 E L’IMPOSIZIONE DI UNA GIORNATA NAZIONALE CONTRO L’OMOFOBIA NELLE SCUOLE DALL’ ARTICOLO 7? MISTERO DELLA FEDE (ma non troppo…con la FAVA della discriminazione si prende 2 e più PICCIONI…ndr).
    https://www.tempi.it/ddl-zan-vaticano-concordato/

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